“Il Centro Paideia è un luogo dove la città si incontra e cresce insieme”
“Mi immagino il Centro Paideia come un luogo bello, gioioso e di condivisione. Un luogo dove i bambini disabili e le loro famiglie avranno l’opportunità di incontrare specialisti in grado di aiutarli nel loro percorso, dove potranno seguire attività di riabilitazione ma anche rilassarsi, “ritrovarsi” e, perché no, divertirsi. Un luogo dove bambini, disabili e non, potranno giocare insieme e creare, giorno dopo giorno, una nuova cultura di inclusione. Un luogo dove la città si incontra e cresce insieme.”
Andrea Tron è un papà che conosce Paideia da tanti anni. Il 13 giugno si è seduto al tavolo della Conferenza Stampa per presentare – insieme alle autorità, al nostro Presidente, al Segretario e a un membro del Comitato Scientifico – il nuovo Centro Paideia, in rappresentanza di tutti i genitori. Lui era emozionato e noi eravamo molto felici che fosse lì a raccontare un concetto che ci è molto caro: la centralità della famiglia dell’approccio della Fondazione al tema della disabilità.
“Per me e la mia famiglia, Paideia significa tante cose: svolta, gioia, colori, abbracci, affetti, emozioni, progettazione, aiuto.
La Fondazione è stata fondamentale in un periodo davvero difficile. L’abbiamo conosciuta quando mio figlio Samuele aveva 3 anni e noi passavamo le giornate tra un ospedale e l’altro: tristi, arrabbiati, con un forte senso di inadeguatezza, con una paura immensa e continui sensi di colpa. La Fondazione Paideia ci ha insegnato che, con le dovute precauzioni e determinati aiuti, anche noi, nella nostra condizione di “famiglia disabile” – quando c’è un bambino disabile tutta la famiglia lo diventa di riflesso – potevamo tornare a sorridere, andare in vacanza e riprogettare il nostro futuro.
Paideia ci ha conosciuti soli, tristi, sfiduciati, ci ha “rimessi in piedi” e poi ci ha dato l’opportunità di diventare noi stessi dei punti di riferimento per altre famiglie. Di questo l’Associazione Amici di Paideia – un’ Associazione di genitori nata dalla costola della Fondazione – è l’esempio più concreto.”
Il racconto dell’esperienza di Andrea è stato un modo per descrivere con chiarezza come il Centro sia la naturale prosecuzione del lavoro della Fondazione con le famiglie.
“Mi aspetto che il Centro Paideia sia un luogo dove la disabilità e la diversità siano visti con una spontanea naturalezza” continua Andrea “Un luogo dove le precauzioni, gli aiuti, le attenzioni per le famiglie disabili – indispensabili per poter vivere sereni in una ogni famiglia – saranno spontanee, quasi scontate, non solo da parte degli operatori, ma anche da parte di tutte le persone che frequenteranno il Centro.
Credo che siano diversi i motivi per cui il Centro Paideia possa dare un aiuto nel percorso di vita di una famiglia disabile. Il fatto di avere un professionista che faccia da punto di riferimento e da rete tra tutte le persone coinvolte nel percorso, ma anche avere un unico luogo punto di riferimento dove svolgere le attività riabilitative a prezzi calmierati, sportive e laboratoriali, può davvero fare la differenza.
Infine – chiude Andrea – quello che considero davvero il valore aggiunto del Centro Paideia è l’attenzione alla famiglia, per cui mentre il mio bambino fa riabilitazione, io posso godere di un momento per me, da dedicare allo sport, al relax, chiacchierando con altri genitori. Non per forza con famiglie disabili perché il Centro vuole essere un posto per tutti, diventare un polo di formazione e cultura della disabilità in città. Credo che l’impatto sul territorio rispetto all’apertura del Centro sarà molto forte e che la cultura della disabilità, legata in passato soprattutto alla rabbia e alla necessità di far riconoscere i propri diritti, potrà trasformarsi in una cultura di inclusione naturale, spontanea e rilassata.
“Insieme”… è una sfida bellissima, affascinante e arricchente per tutti.”

